Nessuna tregua per gli sciacalli dell’e-commerce

InfoSec.news del 2 maggio 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comunicato l’avvio di un procedimento istruttorio e di un sub-procedimento cautelare nei confronti di ZC (FR) Limited, società londinese responsabile per i servizi di marketplace della piattaforma Vova nei confronti dei consumatori residenti nel territorio dell’Unione Europea. L’attività istruttoria deriva dal monitoraggio svolto da parte dell’AGCM nell’ambito del settore dell’e-commerce e delle maggiori piattaforme online per contrastare i comportamenti abusivi svolti da alcuni operatori approfittando del contesto di allarme sanitario e della particolare vulnerabilità dei consumatori.
Il procedimento riguarda, come in altri casi oggetto di attenzione da parte dell’AGCM, le attività di commercializzazione svolte sulla piattaforma di e-commerce aventi ad oggetto i prodotti per la diagnosi del COVID-19 e i dispositivi per la prevenzione del contagio.
L’attività ingannevole rilevata dall’Antitrust riguarda in primo luogo l’offerta di alcuni test kit per la diagnosi domiciliare per la rilevazione di anticorpi tramite analisi di sangue, siero o plasma, nonostante la comunità scientifica ne abbia escluso ogni attendibilità. La presentazione di false qualità del prodotto e la garanzia di corretto funzionamento sono elementi da cui possono derivare anche elementi di responsabilità penale in capo ai singoli venditori. Ulteriormente, è stato oggetto di segnalazioni e rilievi l’impiego diffuso da parte dei venditori di claim che enfatizzano in modo ingannevole l’efficacia di alcuni prodotti per la protezione e il contrasto del virus. La descrizione dei prodotti viene infatti svolta in modo tale da indurre i consumatori a ritenere una loro destinazione dedicata e specifica al contrasto del Coronavirus. Ad esempio, le mascherine filtranti vengono presentate come anti-COVID-19, suggerendo così che siano oggetto di una progettazione ad hoc.
Tali comportamenti ingannevoli o fraudolenti, uniti all’aumento dei prezzi registrato dall’inizio della pandemia, sono tutti elementi che richiamano comportamenti in sistematica violazione delle regole di mercato a tutela della corretta concorrenza del mercato e in potenziale danno dei consumatori. Alla pari di quanto sta avvenendo nei confronti di WishAmazon e Ebay, sono oggetto del procedimento istruttorio dell’AGCM non solamente le responsabilità in capo ai singoli operatori ma soprattutto l’eventuale responsabilità della società gerente del marketplace Vova.
Certamente, la pandemia ha causato un aumento di un fenomeno già presente ma che adesso in ragione di una maggiore diffusione ed intensità è emerso ed è oggetto di attenzione specifica da parte dell’Antitrust. La complessa attività di monitoraggio svolta è infatti orientata verso l’obiettivo di responsabilizzare i gestori delle piattaforme di e-commerce, con la ricerca di presidi idonei a garantire il corretto comportamento da parte dei venditori con soluzioni atte ad escludere dai marketplace online le pratiche scorrette e abusive.


Auspicabilmente, tali attività possono essere occasione per ispirare un più ampio coordinamento europeo nelle politiche di tutela del mercato unico digitale.

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