Le skill del DPO

Parlando di DPO e soft skill, è emerso come spesso le aziende non facciano un'adeguata selezione e valutazione del proprio Data Protection Officer evitando (più o meno scientemente) di approfondire il profilo di adeguatezza dello stesso al contesto operativo, all'organizzazione aziendale e alle attività di trattamento.

Ciò comporta, però, una struttura organizzativa decisamente instabile in quanto:

  • non si garantisce l'efficace svolgimento del ruolo (e dunque: continuità di sorveglianza, supporto organizzativo, accoglimento delle risultanze di audit/verifiche o consulenze);
  • il DPO rischia di essere visto come un punto di disturbo per le attività aziendali e non come un efficace supporto al corretto svolgimento delle stesse;
  • può emergere un approccio eccessivamente difensivo da parte del DPO nei confronti della propria responsabilità professionale, con controlli più formali che sostanziali.


Per non parlare, poi, di situazioni di conflitto di interesse o inadeguatezza delle competenze.

Essere GDPReady è...saper come scegliere il DPO.

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