Quel...Diavolo di consenso (parte 2)

 
Parte 2: consenso e assenza di pregiudizio

Dopo aver ragionato sui margini di valutazione della libera prestazione del consenso in ambito contrattuale, segue un ulteriore elemento: perché un consenso sia libero è necessario che sia anche possibile revocarlo senza che ciò esponga a conseguenze negative o pregiudizievoli l'interessato.

Vi sono conseguenze accettabili per il "no" al trattamento dei propri dati personali da parte dell'interessato, esprimibile o prima o durante detto trattamento?

"Rido e  avvento questa sillaba: no."
( Mefistofele - Arrigo Boito )



L'art. 7.3 GDPR traccia così i margini della revoca del consenso:

"L’interessato ha il diritto di revocare il proprio consenso in qualsiasi momento. La revoca del consenso non pregiudica la liceità del trattamento basata sul consenso prima della revoca. Prima di esprimere il proprio consenso, l’interessato è informato di ciò. Il consenso è revocato con la stessa facilità con cui è accordato."
mentre il considerando n. 42 affronta il tema del pregiudizio ricollegandolo alla libera prestazione del consenso:
"Il consenso non dovrebbe essere considerato liberamente espresso se l’interessato non è in grado di operare una scelta autenticamente libera o è nell’impossibilità di rifiutare o revocare il consenso senza subire pregiudizio."
Quali sono i pregiudizi possibili?
Certamente lo è ogni conseguenza negativa per l'interessato che però assuma una dimensione significativa. Grava sul titolare del trattamento dover dimostrare non tanto l'assenza di un pregiudizio, che sarebbe una diabolica prova negativa, bensì piuttosto l'inscindibilità del consenso da una determinata prestazione accessoria (ad esempio: l'iscrizione in una newsletter la quale produce periodicamente buoni sconto e coupon) rispetto all'attività principale di trattamento svolta (la quale rimane impregiudicata).

Diventa possibile, dunque, stabilire un costo opportunità per il consenso definendo degli incentivi rendendo così più sfavorevole la mancata prestazione del consenso o la revoca dello stesso all'interessato. Il limite, a riguardo, è che il favor che segue la prestazione del consenso può soltanto esaurirsi e mai andare in "saldo negativo", altrimenti diverrebbe pregiudizio.


Essere GDPReady è...favore e pregiudizio.

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