Privacy by Dadaism - (Mal)tempi di conservazione

 
Un vecchio adagio recita: un bel tacer non fu mai scritto.

Ciò si può applicare nelle informative, le quali spesso recitano inutili formule nel tentativo di provvedere all'indicazione del periodo di conservazione del dato come da dettame dell'art. 13.2 lett. a) GDPR per cui il titolare deve fornire all'interessato, fra le informazioni ulteriori a garanzia del trattamento corretto e trasparente, anche
il periodo di conservazione dei dati personali oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
Man Ray - Indestructible Object (or Object to Be Destroyed) - 1923
e qui, con gioia di chi della matematica non solo non fa virtù, ma ha cura di prendersi una giusta distanza anche dalla logica, troviamo le seguenti formule impregnate di retorica e formalismo che spesso sfogano in distillati pleonastici andando a riprendere e parafrasare in modo più o meno fantasioso l'art. 5.1 lett. e):
  • i dati saranno conservati in una forma che consenta l’identificazione degli interessati per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali sono trattati; (metodo applicato: "Ctrl+C - Ctrl+V");
  • i dati saranno conservati, se raccolti sulla base del contratto, per il solo termine di esecuzione dello stesso; se sulla base del legittimo interesse del Titolare, sino all'esaurimento di tale legittimo interesse; se sul consenso, sino alla revoca dello stesso da parte dell'interessato. Il titolare si riserva il diritto di conservare eventualmente i dati anche secondo le prescrizioni di legge o per ragioni di pubblico interesse (metodo applicato: "proviamole tutte");
  • i dati saranno conservati finché utili al Titolare, il quale si rende disponibile in ogni momento a chiarire la base giuridica e il periodo di conservazione (metodo applicato: "privacy on demand");
  • i dati personali saranno conservati nel formato che consenta un'identificazione diretta o indiretta dell'interessato presso i sistemi fisici e/o informatici di pertinenza del titolare del trattamento o altrimenti dei responsabili dallo stesso nominati per un periodo temporale corrispondente allo svolgimento delle operazioni di trattamento svolte secondo una delle condizioni di liceità di cui all'art. 6 o 9 GDPR, per finalità determinate, esplicite e legittime, sino all'esaurimento di tali finalità o altrimenti in conseguenza ad una richiesta esplicita da parte dell'interessato (metodo applicato: "allunghiamo il brodo");
nonché ulteriori, e ancor più fantasiosi schemi, che dimenticano la prescrizione dell'art. 12 GDPR secondo cui le informazioni dovrebbero essere rese in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro.


In certi casi, cercare di interpretare alcuni periodi di conservazione è, con buona pace di Proust, una vera e propria ricerca del tempo (di conservazione) perduto. O forse solo una gran perdita di tempo.


Essere GDPReady è...saper indicare i tempi di conservazione.

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