Trasparenza: l'uomo di vetro

 
Nel mondo della privacy, il "mito" dell'uomo di vetro è sempre incombente; in primo luogo, è ciò che idealmente rappresenta l'estremizzazione del concetto di trasparenza; in secondo luogo, è spesso rappresentato come antitetico ad un'esigenza di privacy. Qui viene sviato il concetto di data protection in favore di un significato più affine al nascondere alcuni dati; certamente, uno degli effetti della protezione dei dati è un potere di celarli a sguardi più o meno indiscreti, ma non per questo si può giungere alla provocazione di Richard Posner con il concetto di  privacy as fraud.

Per superare la mitizzazione del glassman, credo sia sufficiente citare Edward Snowden:
Some might say "I don't care if they violate my privacy; I've got nothing to hide." Help them understand that they are misunderstanding the fundamental nature of human rights. Nobody needs to justify why they "need" a right: the burden of justification falls on the one seeking to infringe upon the right. But even if they did, you can't give away the rights of others because they're not useful to you. More simply, the majority cannot vote away the natural rights of the minority.
[...] Arguing that you don't care about the right to privacy because you have nothing to hide is no different than saying you don't care about free speech because you have nothing to say.
Non a caso, infatti, la Carta di Nizza assume il diritto alla protezione dei dati personali proprio all'interno del novero delle libertà fondamentali.


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