Quale "chiarezza e distinzione" delle informative

 
Ricordando un mio articolo di più di un anno fa su Centro SARG, mi rendo conto che, nella loro dimensione applicativa, le informative oramai non possono che contenere tutti gli elementi prescritti dal GDPR (con una checklist è abbastanza agevole) ma la vexata quaestio rimane sempre quell'esigenza di chiarezza e distinzione di cartesiana memoria.

Difatti l'esigenza di una forma “concisa, trasparente, intellegibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro, in particolare nel caso di informazioni destinate specificamente ai minori” (art. 12 co.1 GDPR) risponde ad un diritto (di matrice consumeristica) dell'interessato: egli è, e deve essere, adeguatamente ed efficacemente informato.

Ed è qui che per la maggior parte delle informative che ho avuto modo di curare, che si svolge la mia opera come Consulente Privacy per trovare quell'equilibrio fra efficacia comunicativa e completezza dei contenuti. Una sfida, certamente, ma è l'unico modo perché le informative siano GDPReady dopotutto!

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